TECNICA E TATTICA

 

 

 

 

Evoluzione della pesca al cavedano

- Chub fishing evolution -

Un artificiale, Tre artificiali

di Filippo Fuligni alias Lippus (Genn. 2014)

Negli ultimi anni la pesca a spinning ha fatto passi tecnici da gigante, soprattutto sotto la spinta del bass fishing, con tutte le novità arrivate dagli Stati Uniti, dal Giappone ed ultimamente, meno male, anche dall'Italia. Di questo progresso tecnico ne ha usufruito anche la pesca al luccio, con l'arrivo di una nuova filosofia di pesca fatta di esche siliconiche maxi, jerk bait ed esche oversize. Anche la pesca alla trota ha trovato nuova linfa soprattutto con l'avvento delle esche siliconiche e quindi tutta una serie di approcci e modalità di pesca differenti.
Solo la pesca al cavedano non è stata toccata, se non marginalmente, da questo rinnovamento, nonostante il fatto che questo ciprinide sia uno dei pesci più diffusi a livello nazionale e che sia anche uno dei più difficili e tecnici da catturare.
Per questo motivo ho deciso di scrivere una serie di articoli, dedicati proprio alla pesca del cavedano, spiegando alcune tecniche specifiche utilizzando i classici artificiali che si trovano in commercio, per poi evidenziare come esche ben più specifiche si adattino meglio. Cominciamo con il primo ....

Un artificiale, tre artificiali.

Potevo iniziare questa serie di articoli, partendo da qualche artificiale nuovo di pacca, magari nipponico, dalle caratteristiche sparaflesciose, e sicuramente avrei fatto la mia porca figura, invece voglio cominciare dal più classico dei classici, il minnow galleggiante da 7cm

 

(per la precisione il Rapala Original Floating 7cm, ma vale per tutti gli artificiali di uguale tipologia), usato però con 3 tecniche diverse tra loro, per portare poi a capire come, in realtà, sia necessario fare evolvere l'artificiale preso in oggetto per poter pescare al meglio nelle 3 situazioni prese in esame.

 

Magic Summer Sunset

I tramonti d'estate sono dei momenti magici per la pesca al cavedano, che possono regalare catture da record in rapida successione, a patto di affrontarle nel modo giusto.
Chi mi conosce sa già che parlerò di quello che io chiamo "summer night chub killer", che in realtà è un mix di momento, spot, tecnica  ed esca.
La scelta del quando può sembrare la più facile, visto che si sta parlando di tramonto, ma scendiamo meglio nel dettaglio, perchè può non essere così banale. Esiste un momento, appunto al tramonto, in cui, contemporaneamente, i grossi cavedani entrano in caccia diventando tremendamente aggressivi, e sono attratti da tutto quello che può essere un grosso boccone, che dia grandi quantità di nutrimento, al più basso costo di energie possibili; questo momento generalmente parte da 15/20 minuti prima del buio completo e dura 20-40 minuti circa.
Anche la scelta dello spot può essere importante, ma diciamo che se conosciamo bene un fiume, vanno bene tutti quei luoghi con presenza di un correntone centrale, alcune zone di acqua lenta/ferma laterali, dove soprattutto abbiamo visto in passato nuotare i pesi massimi, ma che non si sono mai degnati di abboccare alle nostre esche.
Bene, adesso che sappiamo dove e quando, guardiamo di capire anche come fare a prenderli questi benedetti cavedanoni. Come ho detto poco sopra, in questi momenti diventano tremendamente aggressivi e sono in cerca di bocconi facili e sostanziosi, quindi nulla di meglio che usare il nostro fido minnow da 7cm galleggiante, che per un cavedano è un bel boccone, in realtà si potrebbe salire, anche sensibilmente, con la taglia dell'esca, ma 7cm rimangono il compromesso secondo me migliore se non si ha necessità di lancio a lunghissima distanza.
La tecnica di per se stessa è abbastanza semplice, consiste nel lanciare il nostro artificiale a filo di corrente, lasciarlo trasportare da essa e farlo spanciare continuamente in superficie, la cosa fondamentale e che risulta fortemente attrattiva nei confronti dei cavedani di taglia extralarge, è che l'esca deve avere forti scarti laterali, senza però affondare per niente, in poche parole deve sculettare a galla. Se lanciamo invece dove la corrente non c'è o è troppo bassa, effettuiamo un recupero molto lento, imprimendo però dei continui colpetti di cimino proprio per fare sbandare e spanciare l'esca. In pratica occorre che l'esca si agiti parecchio, pur spostandosi pochissimo linearmente, il tutto prettamente a galla.
Se riusciamo ad eseguire questo correttamente i pesci che attaccheranno con decisione le nostre esche saranno quelli più grossi presenti nello spot, il che non è poco :-) .
Analizzando però il comportamento dell'artificiale preso in considerazione (original floating 7cm), noteremo che non è proprio ideale per questa tecnica, questo per 2 motivi:
1) sui colpetti di cimino non ha grandi scarti laterali.
2) su sollecitazioni della canna più accentuate o in presenza di corrente più elevata, tende ad affondare troppo perdendo di parecchio l'efficacia.
Per questo servirebbe un minnow che si muovesse di più non affondando per niente, e per fare ciò io me ne sono costruiti un pò specifici per questa tecnica, e le differenze in fatto di catture si sono fatte subito sentire, praticamente ho creato un minnow molto leggero, con una paletta messa molto più in verticale rispetto ai classici galleggianti, in questo modo l'artificiale non affonderà praticamente niente e tutto il movimento impresso dalla paletta e dai colpi di cimino lo scaricherà tutto in superficie.

Il risveglio di primavera.
Durante la primavera, ma anche durante l'estate specialmente prima che arrivi il gran caldo, è facile trovare i cavedani molto attivi a mezzacqua, in questi casi esche prettamente topwater o esche affondanti che radono il fondo, non sono tanto catturanti, molto meglio un'esca galleggiante ma che sul recupero affondi quei 40-80cm. Inoltre, per non essere disturbati da pesci piccoli e fare un minimo di selezione, nulla di meglio che provare ad usare l'artificiale oggetto di questo articolo.
In queste situazioni la tecnica è molto differente dalla precedente, occorre infatti lanciare di fronte a noi, o anche un pochettino a monte se la corrente è più forte, mettere in trazione il filo e cominciare un recupero, trasversale alla corrente, animato con frequenti colpetti di cimino. I trucchi da adottare per aumentare esponenzialmente le catture sono principalmente 2:
1) fare lavorare la corrente, cioè il movimento e l'affondamento dell'artificiale deve essere dato principalmente dalla corrente, ed il nostro recupero deve essere abbastanza lento, stando attenti però che il nostro filo sia sempre teso e che la nostra insidia si muova rapidamente.
2) Bisogna cercare di fare in modo che il muso del minnow sia sempre rivolto verso la corrente, anche se noi stiamo recuperando trasversalmente ad essa. Per questo ci viene in aiuto quanto detto appena sopra, ed il fatto che il nostro artificiale stia sempre a valle rispetto alla nostra posizione.
Il punto 2 è molto importante, perchè se attuato bene, risulta fortemente attrattivo, tanto che la differenza tra  questo recupero ed uno lineare trasversale alla corrente a volte è anche di 10 a 1 come attacchi.
Per questa tecnica l'original floating 7cm risulta perfetto, e quindi anche se mi sono costruito delle esche ad hoc, alla fine risultano lavorare nello stesso modo, mi sono limitato solo a farli più "massicci" per selezionare ancora di più la taglia dei pesci.

Quando l'inverno mette fame.
Durante i mesi più freddi dell'anno i cavedani rallentano molto la loro attività, i piccoletti sembrano spariti, e anche quelli grossi tendono a limitare di molto la loro predazione, riunendosi in branchi nelle buche muovendosi il meno possibile.
Ci sono però dei momenti in cui invece cominciano a cercare cibo, e sono attratti da bocconi grandi e sostanziosi. Questi momenti, in genere, coincidono con l'arrivo del brutto tempo dopo alcuni giorni di cielo sereno ma con freddo polare, o comunque cielo coperto, che vuol dire temperature più miti rispetto a prima, oppure quando l'acqua del fiume comincia a schiarire dopo una forte piena.
Per affrontarli al meglio occorre un artificiale che sia non troppo piccolo di dimensioni, che lavori comunque sotto la superficie e che abbia un movimento molto ampio anche a fronte di recuperi molto lenti, questo perchè i cavedanoni si sono scossi un pochetto dal torpore, hanno fame, e quindi sono in cerca, per tutta la colonna d'acqua, di prede grandi e nutrienti, da cui ottenere tanto nutrimento con poco dispendio di energie. Nulla di meglio quindi che offrirgli il nostro 7cm galleggiante.
La tecnica è simile a quella che ho spiegato prima, ma con 2 piccole differenze, ma che risultano determinanti:
1) il movimento lineare dell'esca deve essere ancora più basso, praticamente si sta pescando quasi esclusivamente in trattenuta. I pesci in questo momento non sono in vena di inseguimenti di nessun genere, l'esca gli deve arrivare davanti al muso e loro devono fare poco o nessuno sforzo per morderla, se devono fare uno scatto per attaccarla è praticame certo che rinuncino.
2) i colpetti di cimino devono essere molto meno frequenti
3) il movimento dell'esca deve essere più ampio, meno frenetico, anche con velocità di recupero molto basse.
Analizzando il comportamento del nostro artificiale (che ricordo essere il Rapala Original 7cm), si può notare che non è proprio adattissimo, in quanto tende ad avere un movimento molto frenetico e stretto e quando viene recuperato a bassa velocità non reagisce certo alle sollecitazioni con accentuati scarti laterali, oltre al fatto di essere abbastanza "smilzo".
Per questo motivo ho realizzato un artificiale ad hoc, con un sistema di piombatura adatto ed una paletta modificata, e nettamente più "voluminoso" pur rimanendo nei 7cm, in questo modo riesco ad avere un minnow che mi staziona costantemente nei livelli intermedi dell'acqua, e che si muova lento e "largo" e che reagisce ai colpi di cimino non con uno scarto secco e nervoso, ma con una sbandata larga e sinuosa. Sinceramente non so per quale motivo, in inverno, preferiscono movimenti più lenti e larghi però posso assicurare che la differenza di resa è evidente.

Conclusioni.
Come avete visto lo stesso artificiale può essere utilizzato per tecniche completamente differenti, e può risultare più o meno efficace a seconda di come lo si usa, al tempo stesso è possibile, creare artificiali molto specifici con cui affrontare al meglio le varie situazioni particolari che incontreremo nelle nostre battute di pesca. Tutto questo per evidenziare che anche nella pesca al cavedano possiamo portare novità e miglioramenti, per poterla fare evolvere come le altre branche dello spinning, adesso più in voga, tipo il bass fishing.

A presto e Buona P..ermanenza sul sito.

Filippo Fuligni

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