TECNICA E TATTICA

 

 

 

 

Evoluzione della pesca al cavedano

- Chub fishing evolution -

Parte 2 - Piccolo è bello

di Filippo Fuligni alias Lippus (Mar. 2014)

 

Lo so che questa frase è usata spesso nell'intimità dalle vostre compagne per cercare di consolarvi, non preoccupatevi, in questo caso è riferita alla pesca, per la precisione nella pesca al cavedano, quando ridurre, anche di parecchio, le nostre esche è necessario per catturare i pesci più grandi.

Eccoci qua, dunque, con un altro articolo della mia serie dedicata alla pesca a spinning al cavedano, come ho anticipato nella premessa, parlerò di come e quando usare esche piccole pur mirando esclusivamente alla cattura dei grossi esemplari. Normalmente siamo portati a pensare che per fare selezione occorra usare artificiali di grosse dimensioni, ed in effetti non è sbagliato, ma fa altrettanto selezione la scelta del momento e del luogo, anche usando, come nei casi che andrò a spiegare, qualcosa di molto piccolo.

Uffa che caldo

In estate, durante il giorno, quando il sole è alto e comincia veramente a fare caldo, non è che sia proprio il momento migliore per andare a pesca, anche e soprattutto cercando di insidiare cavedani a spinning, però qualcosa si può tentare, e si può pure tentare di scansare tutti i pesci piccoli, che in questo periodo infestano ogni cm cubo di acqua. Ci sono infatti precise zone di un fiume dove stazionano quasi esclusivamente i grossi esemplari, zone in cui la minutaglia non ci può stare proprio perchè altrimenti diverrebbe semplicemente un pasto prelibato. Per individuarle occorre fare affidamento alla nostra esperienza e al nostro "senso dell'acqua" ma, in linea di massima, ci sono un paio di tipologie di spot dove è matematico trovare cavedanoni al pascolo, e precisamente:
1) zone di sponda in ombra, con però un pò di fondo subito sotto riva e fuori dalla corrente principale.
2) giri di corrente nell'immediato sottosponda, delimitati dalla corrente principale, e dotati di una certa profondità.
Poi ce ne sarebbero tanti altri, però qui entra in gioco l'esperienza che acquisiamo negli anni, di sicuro però se peschiamo soltanto cercando di battere più acqua possibile, otterremo solo la cattura di una miriade di cavedanelli senza mai agganciare il pesce da mezzo metro se non raramente.
Bene, dopo avere individuato lo spot, non resta che scegliere l'esca, e secondo me, in questi casi deve essere la più piccola possibile, questo per i seguenti motivi:
1) i cavedani non hanno molta fame, sono apatici per il caldo, e difficilmente mangeranno un qualcosa di molto sostanzioso, perchè avrebbero difficoltà a digerirlo.
2) durante il giorno, a meno di condizioni particolari che li rendino particolaremnte aggressivi, sono apatici, e l'apaticità li rende ancora più diffidenti, quindi tendono a spaventarsi se gli cade addosso un qualcosa di voluminoso e rumoroso.
Gli artificiali, secondo me, da usare saranno piccoli minnow galleggianti da 2 a 3cm o piccole imitazioni galleggianti di insetti, i cosiddetti "terrestrial", i miei preferiti sono i primi, perchè mi permettono una "manovrabilità" maggiore, ma comunque anche i secondi sono assolutamente efficaci. In commercio ci sono diversi modelli molto validi ma, ovviamente non pensati specificatamente per questa tecnica, quindi anche in questo caso mi sono costruito degli artificiali ad hoc, praticamente li ho fatti più cicciottelli del normale, per farli più pesanti e quindi poterli lanciare più lontano pur lasciando quasi inalterato l'impatto visivo, e ho montato la paletta divergente più in verticale, per fare in modo che si muovano alla minima sollecitazione e che  affondino poco o niente.
Adesso che sappiamo dove e cosa usare, guardiamo anche di capire come pescare. Il tutto parte dal lancio, che deve essere molto preciso e silenzioso, deve arrivare nello spot che abbiamo individuato senza alzare troppa acqua nell'impatto con la superficie, e soprattutto esattamente nel posto giusto, perchè, date le piccole dimensioni dello spot, e della diffidenza che hanno adesso i cavedani, quello che conta è il primo lancio, difficilmente avremo una seconda possibilità se sbagliamo la prima, è un pò come se stessimo pescando trote in torrente. Una volta che la nostra esca è arrivata in acqua, se non è stata aggredita immediatamente, cosa che succede nella stragrande maggioranza dei casi, cominciamo un lento recupero, fatto di continue jerkatine, in pratica dobbiamo fare tremolare e agitare sul pelo dell'acqua la nostra piccola esca, cercando di spostarla lentamente, in modo che stazioni nello spot il più a lungo possibile, questo tremolio stimola i cavedani in zona, che spesso la mordono, non solo per fame, ma anche per curiosità o fastidio. Infatti con questa tecnica è probabile che vedremo tanti attacchi, anche spettacolari con bollatone a galla o addirittura salti fuori della superficie, però avremo anche tante slamature, sia perchè, come ho detto prima, possono non attaccare per fame ma solo per curiosità e fastidio, quindi non ingoieranno l'esca e l'allamata sarà a filo di labbra o esterna, sia perchè le nostre esche essendo di piccole dimensioni avranno anche piccole ancorette che possono non fare correttamente presa su pesci di 50cm e oltre, oppure non reggono e si aprono a causa della forza e delle dimensioni della nostra preda. Proprio per questo consiglio di sostituire le ancorette degli artificiali che useremo, o con un amo singolo in coda, o con le uniche ancorette che anche in piccole dimensioni garantiscono penetrazione e robustezza, e cioè le famose owner st-36.
Un'altra azione che possiamo intraprendere in questo periodo e con queste esche, è la pesca a vista, se individuiamo qualche bell'esemplare che nuota a galla possiamo avere qualche possibilità di catturarlo, se riusciamo a lanciare il nostro artificialino, davanti al muso, avendo l'accortezza di lanciare sempre verso valle. Se non lanciamo troppo distante (il pesce non si avvicina) o troppo vicino (il pesce si spaventa), vedremo che il cavedano si fionderà sulla nostra esca, ma non è detto che l'attacchi, a questo punto dobbiamo intraprendere la stessa azione sopra descritta, cioè dobbiamo fare tremare e spanciare la nostra insidia in superficie recuperando lentamente, anzi se possibile neanche recuperare, facendola solo trasportare dalla corrente, se abbiamo fatto tutto giusto è probabile che parta l'attacco, che in questo caso si riduce ad una semplice "aspirata".
In ogni caso, come in tutte le tecniche di pesca in superficie, occorre ferrare al momento giusto, e cioè dobbiamo farci violenza morale e non ferrare quando vediamo l'esplosione a galla, ma quando sentiamo il pesce in canna, altrimenti gli sfiliamo l'esca di bocca.
L'errore più frequente che possiamo fare pescando con i minnow d'estate nelle ore calde, è di iniziare un recupero regolare, più o meno veloce, appena l'esca entra in acqua, perchè difficilmente otterremo degli attacchi se non di pesci di piccole dimensioni. I grossi cavedani dominano il loro tratto di fiume, sono quelli che hanno la precedenza quando si tratta di cibo, e nella stagione calda ne hanno tanto a disposizione, quindi possono permettersi di ignorare quello che non gli suscita interesse o quello che gli costerebbe troppe energie per mangiarlo, quindi un qualcosa che gli passa davanti veloce difficilmente gli fa staccare l'attacco.

Brrr che freddo

Un'altra situazione in cui l'uso di piccole esche è fondamentale per catturare i grandi cavedani, è la stagione opposta alla precedente, e cioè le fredde giornate invernali, e per la precisione proprio le più fredde. In queste situazioni i nostri amati ciprinidi se ne stanno ancorati sul fondo, in gruppi più o meno numerosi, per niente inclini a gironzolare su e giù per il fiume. Questo perchè, come tutti gli animali a sangue freddo, le basse temperature, riducono di parecchio il loro metabolismo, però, a differenza di altri pesci, non smette di alimentarsi, e se gli capita davanti al muso qualcosa da sgranocchiare, sicuramente lo mangerà.
Contrariamente a quanto pensavo io, in queste giornate di apatia da freddo, i grossi bocconi, le grosse esche non vengono considerate un gran che, quindi occorre scendere di molto sulla taglia delle stesse, dando la preferenza a lipless (similfilibustieri) di max 4cm e minnow affondanti da 2 a 4cm. In commercio dei minnow validi di piccole dimensioni ci sono, non ci sono invece lipless sotto i 4cm, per cui me li sono dovuti costruire. In realtà io mi costruisco anche i minnow, perchè in questo modo me li posso fare, a parità di dimensioni, di diversi pesi per poter lavorare bene e senza fatica (fatica per me :-) ) a profondità differenti oppure per fargli fare il classico movimento di rollio durante l'affondamento tipico dei filibustieri.
La cosa più difficile in inverno è individuare il pesce, e questo ce lo può dire solo la nostra esperienza e conoscenza del luogo dove andremo a pescare, perchè adesso non è presente ovunque come nel resto dell'anno, ma si concentra in porzioni piccole e circoscritte del fiume.
Una volta capito dove stanno, generalmente in giri di corrente profondi, la nostra azione sarà molto semplice, dovremo lanciare a monte dello spot, facendo in modo che sia la corrente a fare arrivare la nostra esca dove stazionano i pesci, e poi cominciare ad animarla con piccoli colpetti di cimino, molto distanziati tra loro, la cosa difficile è acquisire la sensibilità per fare in modo che il nostro artificiale lavori sempre a contatto con il fondo (sperando di non incagliare :-) ). Avrete notato che non ho menzionato il recupero, questo perchè non ci deve essere, la nostra insidia deve essere trasportata dalla corrente, e l'unico movimento che deve avere sono degli spanciamenti molto intervallati tra loro, movimenti più accentuati o recuperi anche non veloci rendono praticamente vana la nostra azione di pesca. Chi mi conosce sa già che questa tecnica l'ho chiamata "do quasi nothing".
Per quanto possa sembrare strano, la stagione fredda, può essere forse quella più facile da affrontare, a patto di conoscere bene spot e pesci. Questo perchè i nostri amati ciprinidi se ne stanno raggruppati in pochi precisi punti, che non cambieranno praticamente mai per tutto l'inverno, questo raggruppamento favorisce anche la competizione alimentare, che si somma alla scarsità di cibo caratteristica del periodo. Per cui una volta individuati questi spot, possiamo andare a colpo sicuro, senza perdere tempo a battere molta acqua, e quindi, una volta capita l'esca ed il movimento giusto, possiamo effettuare subito diverse catture. Se però non abbiamo capito dove sono, è un problema, perchè tutto il resto del fiume sarà praticamente privo di pesce, per cui rischiamo di pescare nel nulla per la maggior parte del tempo.

Come abbiamo visto, è possibile mirare esclusivamente ai grossi cavedani, utilizzando esche molto piccole, in questo caso la selezione la fa la scelta del momento, dello spot e della tecnica. Infatti lo scopo di questa mia serie di articoli sia proprio mostrare come, nella pesca al cavedano, tali aspetti siano fondamentali e determinanti  per la selezione del target ti pesci che andremo a catturare.

Con questo vi saluto e vi do appuntamento al mio prossimo articolo

A presto e Buona P..ermanenza sul sito.

Filippo Fuligni

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